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RASSEGNA STAMPA 
 
 
29-apr-2001 | Il Sole 24 Ore
E’ il gestore che fa la differenza: se cambia squadra il primato è a rischio
Uomini e performance sono spesso legati a doppio filo. E quando esce un fund manager il futuro è più incerto
In Italia se ne parla poco ma quando all’estero un gestore cambia scuderia, o si mette in proprio, il fatto non passa inosservato. Forse gli italiani, più attenti al calcio mercato che a chi gestisce i propri soldi, in futuro, quando nel settore del risparmio gestito comincerà a comandare la domanda, cercheranno di individuare anche quale money manager sta dietro al proprio fondo. Il fattore umano è infatti tutt’altro che da sottovalutare. Basti pensare che chi dà i rating ai fondi comuni, ad esempio, attribuisce molta importanza ai fund manager. E quando vi sono sostituzioni di rilievo in un team, la società viene messa sotto osservazione, e il cambio può portare al congelamento del giudizio su un determinato fondo. Anche la Frank Russell, gruppo specializzato nella scelta dei gestori a cui affidare i soldi raccolti dai fondi pensione delle principali multinazionali, spesso all’uscita di gestori strategici, noti per il proprio track record, arriva anche a disinvestire dal fondo. Il tema è tornato di attualità in questi giorni per via dell’uscita dell’intero team azionario di gestione di Euromobiliare (gruppo Credem) composto da Nicola Ricolfi, Carlo Gentili e Alessandro Michahelles, che finora avevano garantito lauti guadagni ai sottoscrittori dei fondi Euromobiliare. Il trio ha deciso di mettersi in proprio per continuare l’attività da indipendenti. In Italia invece, vuoi perché le società tendono a non personalizzare la gestione e sono reticenti anche con la stampa a fare i nomi dei fund manager, la trasparenza manca su questo fronte. Le Sgr, anche per tenersi strette i propri uomini impongono il concetto di team di gestione. Inoltre la tendenza a proporre fondi semi-indicizzati, seppur mascherati da fondi attivi, impoverisce il ruolo del cliente, visto che per replicare il benchmark non ci vogliono certo doti particolari. Fatte queste premesse sull’importanza del lavoro dei gestori è doveroso ricordare che bisogna anche diffidare di quei promotori che mitizzano il loro gestore, come guru, solo per cercare di spostare i capitali. Federica Pezzati

I money manager più contesi di solito si riconfermano al top

A dimostrazione di come conti l’abilità gestoria, in particolare sui fondi azionari, finora i cambi di gestore hanno avuto un certo impatto sui fondi coinvolti. Emblematico è il caso di Lars Schickentanz, che ha gestito Centrale Europa dal ‘93 al ’98, quando è passato a Montepaschi a.m.. All’uscita del gestore Centrale Europa era il primo della sua categoria sia a cinque che a tre anni. Schickentanz ha riportato il medesimo successo nella nuova società dove è diventato responsabile dell’azionario. Da quando Ducato azionario Europa è passato sotto le cure del 36enne gestore tedesco, ha guadagnato il podio: dal luglio ’98 ad oggi ha messo a segno una performance del 39 per cento. Sempre all’interno del gruppo MontePaschi il fondo Ducato America, gestito fino al ’99 sa Sbc Brinson, ha tratto beneficio dal cambio di gestore che lo ha coinvolto: passando da fanalino di coda a miglior fondo di categoria del 2000 grazie al lavoro di Alessandro grande. Anche il passaggio di Fausto Artoni, gestore di Mida azionario si è riflesso nelle performance del fondo del gruppo Credit Agricole Indosuez. Al novembre ’96 il fondo risultava il secondo a due anni, secondo solo a Sanpaolo Azioni (+156%). Da quando Artoni ha lasciato ad oggi Mida Azionario occupa i posti centrali della classifica degli azionari Italia con una performance del 42 per cento.

DA TENERE D’OCCHIO

Fausto Artoni, 44 anni, oggi è responsabile dell’azionario Italia ad Azimut. Fino al dicembre ’98 lavorava a Fidagest dove ha gestito dal ’96 al ’98 Mida Azionario realizzando un risultato 217,28% (contro il 113% della categoria degli azionari Italia).

Carlo Gentili, ex-d.g. di Euromobiliare Sgr, con il fondo bilanciato Capitalfit ha realizzato nell’ultimo decennio ritorni annui medi del 14 per cento. Il manager gestiva anche Euromobiliare green equity fund focalizzato sulla tutela di uomo e ambiente.

Alessandro Michahelles, Da dodici anni in Euromobiliare, ha preso in mano la gestione del fondo Hi-Tech da quando Luca Paravicini, il precedente gestore, è andato a lavorare alla Kairos, nuova Sgr fondata da Paolo Basilico.

Nicola Ricolfi, Entrato alla società di gestione di via Turati, 14 anni fa quando ancora non era stata acquistata dal Credem. Ha cominciato a lavorare al Fondo Professionale gestito da Angelo Abbondio. Ha gestito dalla nascita Euromobiliare Risk Fund (+386% in dieci anni).

Lars Schickentanz Ha gestito dal ’93 al ’98 Centrale Europa che, quando il gestore è passato a MontePaschi, era il primo tra i fondi della sua categoria, con una performance a 5 anni (+247%). Oggi si riconferma con Ducato Europa che è il primo della classe.



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19-gen-2020
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