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RASSEGNA STAMPA 
 
 
27-mar-2003 | Panorama
Fondi Comuni, sceglieteli giovani
PORTFOLIO

CONFRONTI I PRODOTTI NUOVI VINCONO

FONDI COMUNI, SCEGLIETELI GIOVANI In genere le società di gestione piccole e recenti fanno meglio della media.

Neppure le società di gestione giovani sono scampate alle turbolenze delle borse, ma si sono comportate relativamente meglio dei big dell’industria del risparmio. I rendimenti dei fondi con meno di un anno di vita sono mediamente superiori a quelli dei prodotti più anziani sia tra gli obbligazionari sia tra gli azionari, con differenze in alcuni casi di oltre il 10 per cento. Tuttavia, le commissioni di gestione sono mediamente più alte, in quanto le società sono piccole e quindi non possono beneficiare di economie di scala. La bravura e la competenza di singoli team di gestione non bastano a spiegare la disparità di risultati, dal momento che entrano in gioco diversi fattori, tra cui la giovane età e le dimensioni contenute dei patrimoni. I fondi nati nel 2002 si sono trovati ad avere liquidità da investire in un contesto di basse valutazione dei titoli, mentre quelli più anziani devono fare i conti con portafogli ingessati dal crollo delle borse degli ultimi tre anni e dagli scarsi flussi di nuova liquidità, che hanno fortemente limitato la libertà di movimento. Inoltre, i gestori di piccoli patrimoni sono in qualche modo sono obbligati a esporsi di più rispetto ai benchmark, ossia al parametro di riferimento del fondo, non potendo replicare fedelmente date le dimensioni contenute del patrimonio. E in questi casi la scelta di un titolo piuttosto che un altro o dei pesi relativi possono fare la differenza. Nella tabella abbiamo selezionato i fondi migliori negli ultimi sei mesi tra quelli lanciate da società nate dopo il gennaio 2002. In genere l’offerta delle nuove società è limitata a meno di una decina di fondi, tutti molto tradizionali, che investono prevalentemente nei mercati obbligazionari e azionari dell’Europa e degli Stati Uniti. Con l’esplosione della bolla speculativa è definitivamente tramontata l’epoca della iperspecializzazione settoriale, che ha fatto molte vittime, soprattutto tra i risparmiatori attratti dai tecnologi nel 2000, quando le quotazioni erano a livelli record. Sara Silano. (www.morningstar.it)



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19-gen-2020
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